La nuova norma CEI EN IEC 62305 stabilisce che la periodicità con la quale il datore di lavoro deve valutare il rischio fulminazione è di 5 anni. Si tratta di un adempimento strettamente collegato al rischio elettrico.
In cosa consiste?
La valutazione serve a stabilire se edifici, impianti e persone vengono esposti a un rischio di fulminazione e se è necessario adottare specifiche misure di protezione, come parafulmini o dispositivi di protezione contro le sovratensioni. I fattori analizzati riguardano le caratteristiche dell’edificio, la sua posizione, l’attività svolta, la tipologia di impianti elettrici ed elettronici installati e la probabilità di fulminazione della zona di ubicazione. L’analisi viene effettuata secondo la norma tecnica CEI EN IEC 62305 che definisce i criteri per determinare se il rischio è accettabile o se occorre adottare sistemi di protezione.
Cosa deve fare l’azienda?
Verificare di essere in possesso di una valutazione del rischio da scariche atmosferiche e programmare un aggiornamento se sono trascorsi 5 anni o se vi sono state modifiche rilevanti alla struttura.
Chi effettua la valutazione?
L’incarico viene assegnato a un tecnico competente in materia di impianti elettrici e protezione contro le scariche atmosferiche (ingegnere, perito industriale o altro professionista qualificato), in grado di applicare correttamente i criteri previsti dalla normativa tecnica CEI.


